La Giunta di Confindustria, nell’ambito della lotta alla mafia, ha recentemente deciso di sospendere o addirittura espellere le aziende che, vessate dalla mafia, non denuncino alle associazioni di categoria o alle forze dell’ordine, estorsioni e il pagamento del pizzo.
La bontà dell’intento è assolutamente fuori discussione: la mafia va combattuta con ogni mezzo. Ma dietro ad un’apparente buona notizia si nasconde un grave errore. I piccoli e medi imprenditori, che ricordiamo, nella stragrande maggioranza dei casi hanno famiglia, non pagano il pizzo perchè collusi o accomodanti con la mafia, ma per paura. Pura e semplice paura.
E cosa devono sopportare? non solo il terrore di sgarrare nei confronti della mafia, il che significa danni a cose e persone, ma anche l’espulsione dalla più grande ed autorevole associazione di categoria. Come si suol dire: oltre al danno la beffa. Non solo minacciati dai mafiosi, ma anche abbandonati dallo Stato.
Una vera proposta sarebbe: a chi denuncia il pizzo, Confidustria, con i fondi dei suoi facinorosi membri, mette a disposizione una scorta, per proteggere chi ha denunciato. Se si vuole combattere la mafia ci vuole coraggio: ma da parte di tutti.


















Add A Comment