Tutto sulla moratoria per i debiti delle PMI

Inserito da Redazione il 14 - dicembre - 2009

Un tema di attualità è certamente quello legato alla moratori dei debiti delle PMI nei confronti delle banche. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Giulio Tremonti ed il presidente dell’Abi, Corrado Faissola hanno firmato l’accordo sulla moratoria dei crediti verso le Pmi. L’avviso comune, oggetto dell’accordo, prevede la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio con la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo, del pagamento della quota capitale implicita nei cambi di leasing immobiliare e mobiliare e l’allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa con riferimento alle operazioni di anticipazione su crediti certi ed esigibili. Le domande potranno essere presentate fino al 30 giugno 2010, mentre le banche che comunicheranno all’Abi la decisione di aderire si impegnano a renderlo operativo entro 45 giorni dall’adesione. (Fonte: TuttoSullaFinanza.com)

L’accordo punto per punto

L’accordo Abi – Ministero si propone di:
  • favorire la continuità dell’afflusso di credito al sistema produttivo, fornendo alle Piccole e Medie Imprese, come definite dalla normativa comunitaria, con adeguate prospettive economiche, e che possano provare la continuità aziendale, liquidità sufficiente per superare la fase di maggior difficoltà a causa della crisi ed arrivare al momento della ripresa economica nelle migliori condizioni possibili
  • promuovere il processo di patrimonializzazione delle PMI, per le quali le tensioni sono particolarmente acute anche a causa della minore solidità finanziaria.

Per raggiungere tali obiettivi, l’accordo identifica le seguenti iniziative: 

  • operazioni di sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo
  • operazioni di sospensione per 12 mesi ovvero per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing rispettivamente “immobiliare” ovvero “mobiliare”
  • operazioni di allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa, con riferimento alle operazioni su crediti certi ed esigibili
  • previsione di appositi finanziamenti per le imprese che realizzano processi di rafforzamento patrimoniale pari ad un multiplo di capitale effettivamente versato dai soci.

Chi può usufruirne

Possono effettuare domande di sospensione/allungamento delle scadenze, fino al 30 giugno 2010, le PMI che:

  • alla data del 30 settembre 2008 avevano esclusivamente posizioni classificate dalla banca “in bonis” 
  • al momento della presentazione della domanda non hanno posizioni classificate come “ristrutturate o “in sofferenza” ovvero procedure esecutive in corso.

Le banche saranno tenute a fornire una risposta di norma entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda, completa delle informazioni eventualmente richieste. Per le PMI che alla data di presentazione della domanda saranno ancora classificate “in bonis” e che non hanno ritardati pagamenti, la richiesta si intenderà ammessa dalla banca, salvo esplicito e motivato rifiuto entro tale termine.
Per le operazioni di sospensione/allungamento delle scadenze le banche non possono applicare ulteriori costi per le imprese, quali maggiorazioni di tasso o commissioni e spese di istruttoria, fatti salvi gli interessi e gli oneri previsti dal contratto originario e fermo il rimborso delle eventuali spese vive sostenute nei confronti di terzi connesse con l’operazione, di cui sarà fornita adeguata evidenza. (Fonte: Banco di Brescia)

Consulta l’elenco delle banche che aderiscono all’iniziativa

Modulo di richiesta di benefici per le PMI

Gli effetti dell’accordo

Le maggiori richieste di moratoria sono arrivate dal comparto delle PMI industriali, quelle del settore alberghiero, e quelle racchiuse nella voce “altri servizi“. Alla data del 31 ottobre scorso, le banche hanno acquisito oltre 46 mila domande corrispondenti a finanziamenti in essere pari a ben 16 miliardi di euro; ebbene, di queste 46 mila domande ne sono state già esaminate ed analizzate circa 39 mila con un tasso di accoglienza del 75%.

Il 24% è ancora in corso di esame mentre solamente l’1% delle richieste di moratoria del debito non è stato accolto. Secondo quanto dichiarato da Corrado Faissola, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, già dallo scorso mese di ottobre le banche hanno lasciato alle imprese, a seguito dell’applicazione della moratoria, una disponibilità pari a ben due miliardi di euro.

A livello territoriale, le richieste di moratoria non presentano alla data dello scorso 31 ottobre una distribuzione omogenea: solo nel Nord Italia, infatti, sono arrivate il 58,2% delle domande, mentre la quota restante del 41,8% è arrivata dal Centro e dal Sud. Nelle prossime settimane giungeranno anche i dati relativi alle pratiche ancora in esame, ma soprattutto partirà, allo stesso modo, la moratoria sui mutui a favore delle famiglie in difficoltà.
(Fonte: Bassi Tassi.com)

Chi ha chiesto cosa

L`81% delle piccole e medie imprese intervistate promuove l`Avviso Comune per la sospensione dei pagamenti delle Pmi nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari. E’ il risultato di un primo monitoraggio delle operazioni realizzate al 31 ottobre 2009 realizzato da Confindustria insieme alle associazioni territoriali.

All`indagine hanno risposto oltre 2.000 Pmi, di cui il 71% di piccola dimensione (fino a 50 dipendenti). Quanto alla ripartizione delle imprese per settore di attività economica, il 75% delle imprese appartiene al settore industria, il 20% ai servizi e il 5% alle costruzioni. Le imprese che alla data del 31 ottobre 2009 hanno chiesto l`attivazione di una o più delle operazioni previste dall`Avviso sono il 34,8% di quelle censite. Il 12,9% del campione ha invece dichiarato l`intenzione di attivare l`Avviso nei prossimi mesi. Nel complesso, dunque, le imprese interessate all`attivazione dell`Avviso sono il 47,7% di quelle rilevate.Le risposte alle richieste delle imprese l`attivazione delle operazioni dell`Avviso è stata concessa al 43% delle PMI che ne hanno fatto richiesta; è stata invece negata all`8,5% dei richiedenti.

Nei restanti casi le imprese sono in attesa di risposta, prevalentemente da meno di 30 giorni. Con riferimento alle imprese alle quali è stata negata l`attivazione delle operazioni richieste, tra i motivi del rifiuto prevale quello collegato alla mancanza delle condizioni di ammissibilità all`Avviso; solo in minima parte (12% dei casi) il rifiuto della banca è dipeso dall`assenza di adeguate prospettive economiche di continuità aziendale.

L`operazione di maggiore interesse per le Pmi è quella relativa alla sospensione dei mutui, richiesta nel 59,5% dei casi.Seguono il leasing mobiliare (15,3%), il leasing immobiliare (9,7%) e le anticipazioni di credito a breve (9,7%). Nel 5,8% dei casi le imprese hanno richiesto finanziamenti connessi alla patrimonializzazione.

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