Il 2009 è stato caratterizzato dal gran parlare che si è fatto di economia verde, di clima, di fonti energetiche rinnovabili, di sviluppo sostenibile. In realtà, più parole che fatti. Ma se non altro, per fortuna di questi argomenti si comincia a parlare anche ai massimi livelli, e speriamo che i fatti seguano. Il 7 dicembre 2009, in occasione dell’apertura della Conferenza di Copenaghen sul clima, 56 giornali in 45 Paesi diversi di tutti i continenti sono usciti con un editoriale identico, intitolato “Ci resta poco tempo” (per salvare il pianeta), a testimonianza di come in tutto il mondo prevalga ormai la consapevolezza che i problemi dei cambiamenti climatici, del progressivo esaurimento delle fonti fossili, delle eccessive emissioni di CO2 ed altri gas serra, della necessità di un controllo più democratico delle fonti di energia, siano problemi che tutti i governi e tutti i Paesi debbano affrontare insieme.
In Italia cosa si è fatto al riguardo? Molto poco, in realtà. Ma, almeno in un caso, si è avuto negli ultimi anni un successo: nel caso dell’energia solare. Certamente si tratta di una piccola goccia nel maremagnum del fabbisogno energetico italiano. Ma il mare è pur sempre fatto di tante piccole gocce, e da qualche parte bisognava pure cominciare. Al di là dei numeri, molto esigui (sempre rispetto all’enorme quantità di energia consumata nel nostro Paese), rimane l’esempio di un efficiente connubio fra una legge chiara e flessibile, la capacità di controllo ed organizzazione di una delle più efficaci agenzie dello Stato (il Gestore dei Servizi Energetici – Gse), l’interesse di molte famiglie ed imprese a cimentarsi nella produzione di energia elettrica, l’intervento a supporto del sistema finanziario, che ha saputo cogliere al volo l’occasione di una serie di finanziamenti con poco rischio e fonte certa di rimborso.
In questo articolo vogliamo cercare di capire come è nata questa storia di un piccolo, ma significativo successo, perché capire gli aspetti positivi, ma anche gli errori delle leggi, vuol dire ripetere altre storie di successo.
Partendo da molto lontano, e cioè appunto dal maggior problema della nostra economia: l’energia.


















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